La dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico

Category: Impianti elettrici 563 0

La dichiarazione di conformità è un documento, previsto dal Decreto 37/08, con il quale l’installatore si assume la piena responsabilità (civile e penale) di quanto installato. Per mezzo della dichiarazione di conformità si rende noto che l’installazione dell’impianto è stata compiuta in conformità a disposizioni legislative particolari o a specifiche norme tecniche; inoltre si dichiara che il materiale impiegato è adatto all’ambiente in cui è installato.

Con la dichiarazione di conformità l’installatore dichiara inoltre di aver eseguito con esito positivo tutte le verifiche ai fini della sicurezza, ovvero quelle previste dalla norma CEI 64-8, capitolo 61 “Verifiche iniziali” (misura della resistenza di terra, prova dei differenziali ecc.).

La dichiarazione di conformità è un documento formale molto importante in quanto richiesto per una moltitudine di adempimenti amministrativi (ex omologazione impianto – DPR 462, agibilità dell’immobile, ecc), ma rappresenta anche una forma di tutela per l’installatore, il quale, al momento della compilazione “declina ogni responsabilità derivante da manomissioni o manutenzione carente”.

E’ quindi più che opportuno per l’installatore compilare la dichiarazione di conformità nel modo più preciso possibile, in modo da “fotografare” l’intervento effettuato per non incappare in spiacevoli contenziosi.

La dichiarazione di conformità NON E’ solo un frontespizio: gli allegati
La dichiarazione di conformità di un impianto elettrico è costituita da una serie di allegati, alcuni obbligatori, altri facoltativi che possono essere allegati o meno dall’installatore. Gli allegati obbligatori sono riportati sul modello ministeriale e devono essere compilati ed allegati ogni volta che si esegue un intervento che prevede il rilascio della dichiarazione di conformità (nuovo impianto, ampliamento, trasformazione, manutenzione straordinaria). Sono cinque:

1. Progetto
E’ sempre obbligatorio, secondo il decreto 37/08. Sotto certi limiti dimensionali (ad esempio 6 kW), il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice. In caso contrario deve essere firmato da un professionista iscritto ad ordine o albo. Il contenuto di un progetto deve essere conforme a quanto previsto dalla Guida CEI 0-2 in materia (deve contenere almeno una relazione tecnica e gli elaborati grafici necessari a capire come sia stato realizzato l’impianto). Dal decreto: “I progetti contengono almeno gli schemi dell’impianto e i disegni planimetrici nonche’ una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell’installazione, della trasformazione o dell’ampliamento dell’impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare”.

2. Relazione con tipologie di materiali utilizzati
Marche e modelli di tutti i componenti compresi nell’intervento. Questo allegato è cruciale per individuare eventuali modifiche successive alla consegna dell’impianto.

3. Schema dell’impianto
Il classico unifilare con le caratteristiche dei dispositivi installati nei quadri (si ricorda che è necessario indicare negli schemi le tarature dei dispositivi regolabili quali interruttori differenziali o magnetotermici).

4. Riferimenti a dichiarazioni parziali o preesistenti
Nel caso in cui l’installatore è chiamato a lavorare su un impianto esistente deve verificare la compatibilità del suo intervento con quanto già installato in campo.

5. Copia del certificato del riconoscimento dei requisiti tecnico professionali
La solita visura camerale in corso di validità. Deve contenere tutte le informazioni riguardanti l’abilitazione dell’impresa ovvero i requisiti tecnico professionali del responsabile tecnico.

Gli allegati facoltativi non sono indicati sul modello pubblicato in Gazzetta Ufficiale. E’ opportuno allegare almeno:

1. Rapporto di verifica
Con i risultati delle prove e delle misure effettuate secondo capitolo 61 della Norma CEI 64-8. Per la compilazione e per le modalità di effettuazione delle prove si può ricorrere alle indicazioni presenti nella Guida CEI 64-14.

2. Libretto di uso e di manutenzione dell’impianto
Anche se non è un allegato obbligatorio, proprio perchè nella dichiarazione si declina ogni responsabilità derivante da manomissioni o manutenzione carente, va redatto un documento con le indicazioni per l’uso e la manutenzione dell’impianto. La tipologia e la periodicità dei controlli può essere ricavata dalla guida CEI 0-10 sulla manutenzione degli impianti elettrici. L’associazione Prosiel propone un libretto, disponibile anche in pdf e app. Lo si trova QUI.

Quando “serve” la dichiarazione di conformità
La dichiarazione di conformità deve essere redatta in caso di realizzazione, trasformazione, ampliamento o manutenzione straordinaria di un impianto. Non è richiesta la dichiarazione di conformità per interventi di manutenzione ordinaria, ovvero, ad esempio, per la sostituzione di un componente con uno avente uguali caratteristiche.
La dichiarazione di conformità rappresenta nei luoghi di lavoro l’unico atto formale per l’omologazione dell’impianto. Dall’entrata in vigore del DPR 462 non esiste più una procedura di omologazione degli impianti (eccezion fatta per gli impianti elettrici installati in luoghi con pericolo di esplosione) che coinvolge la struttura pubblica di controllo. L’unico adempimento richiesto al datore di lavoro è l’invio della dichiarazione di conformità all’INAIL, all’ASL o al SUAP del comune di appartenenza.

La dichiarazione di rispondenza
Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto e’ sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto – da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

Per gli impianti realizzati prima dell’entrata in vigore della legge 46/90, la dichiarazione di rispondenza non serve. La dichiarazione di conformità non è esigibile per un impianto realizzato prima dell’entrata in vigore del documento che l’ha introdotta in quanto la norma non è retroattiva.

 

Related Articles

Add Comment